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LO SPORT DEI BOSCHI ARRIVA A SOVICO SPORTINSIEMEBRIANZA PROMUOVE L’ORIENTEERING: E’ bello, fa muovere gambe e cervello!

Successo dell’iniziativa promossa  dall’Associazione Sportinsiemebrianza che  a fine ottobre ha organizzato, con il patrocinio del Comune di Sovico,  tre incontri attraverso i quali i partecipanti hanno acquisito le tecniche di base dell’Orienteering.

Lo sport dei boschi nasce nel 1897 in Norvegia ma per arrivare  in Italia impiega ben 107 anni; la prima manifestazione infatti, svoltasi in Val di Non Trentino, avrà luogo solo nel 1974. 

L’ambiente in cui si svolge è quello naturale,  non solo boschi ma anche intricati centri storici di molte città. Obiettivo: raggiungere il traguardo nel più breve tempo possibile transitando per una serie di punti di controllo con l’ausilio di una dettagliata carta topografica e della bussola.



Nel primo incontro teorico, Anna Riva ed Ivano Benini, responsabili della sezione Orienteering della Polisportiva di Besana, hanno spiegato come utilizzare la carta topografica, realizzata appositamente per questo sport con segni convenzionali unificati in tutto il mondo, e come orientare la bussola.A dimostrazione che l’orienteering è uno sport per tutti i gusti e tutte le età, la platea si è mostrata ricca e davvero interessante già dal primo incontro prettamente teorico. Hanno infatti aderito all’iniziativa persone di età molto diverse: c’era il piccolo Nicola di soli 5 anni che non sfigurava certo a confronto con gli adulti nel riconoscere  simboli e colori della cartina, c’erano diversi pensionati curiosi osservatori dei territori rappresentati attraverso linee curve, croci e strani puntini. Nel mezzo adolescenti più o meno distratti e desiderosi di passare al più presto dalla teoria alla pratica all’aria aperta.
E la pratica è arrivata il 24 ed il 31 ottobre rispettivamente prima al Centro sportivo di Besana e poi, la settimana successiva, il gioco-gara al Bosco del Chignolo località Montemerlo (Triuggio)..

Cartina alla mano per un  breve ripasso della simbologia, poi i partecipanti si guardano attorno ed identificano diversi punti di riferimento che possono essere opere costruite  dall’uomo piuttosto che rocce, sassi, forme del terreno o vegetazione,  arrivando così a riconoscere sulla carta il punto in cui ci si  trova e da cui partire: il triangolo!  E via,  subito lo sguardo al punto di controllo, il cerchio! Ma la prima cosa da fare è: non correre!   Si, perché il classico errore è quello di partire a razzo, con il risultato che non si sa più dove ritrovarsi. Allora si orienta  la mappa,  si trova la strada migliore e mentre si avanza si mantiene la corrispondenza tra i dettagli della mappa e gli elementi reali attorno che diventano punti di riferimento per non perdersi e sapere sempre dove ci si trova: gambe e cervello!   .

L'intento è quello di mettersi alla prova scegliendo con la propria intraprendenza la via migliore per giungere al traguardo.  Chi cammina, chi corre chi si arrampica chi si inoltra tra sterpaglie tutti impegnati contemporaneamente; i delicati colori del bosco in autunno si arricchiscono di quelli forti ed intensi delle magliette dei partecipanti. .

Soddisfazione dell’Associazione SPORTINSIEMEBRIANZA  per essere  riusciti  a far conoscere uno sport poco praticato in Italia ma adatto a tutti: bambini e ragazzi, adulti, famiglie, scuole, aziende e tutte le persone che desiderano svolgere attività ludico/sportive all'aperto a contatto con la natura o in ambienti urbani. E' stato definito "Impianto sportivo all'aria aperta" o "Natura che incontra lo sport" e ancora, per l'atleta evoluto, "More that just running" quando correre soltanto non basta più!